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06.12.2007 | IL GIORNO

Dopo la nostra inchiesta ecco il piano di Comune e Aem: «accese» 45 aree

Milano - E luce fu. Addio alla Milano avvolta dalle tenebre. Addio alle vie e ai quartieri dove il buio è il miglior alleato di stupratori e rapinatori. Addio alle zone monumentali non valorizzate a dovere. Addio ai parchi infrequentabili di sera perché privi di illuminazioni. Dopo la lunga battaglia condotta da Giorno, il Comune e l'Aem hanno presentato il nuovo Piano di illuminazione. La rivoluzione della luce è partita ieri sera da Piazza della Repubblica, dove il sindaco Letizia Moratti e l'assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini hanno acceso la luce, è proprio il caso di dirlo, nella prima delle aree che godrà di nuove illuminazioni. Previsto un investimento di 21 milioni di euro: entro il 2009 saranno 45 le aree toccate dal nuovo Piano luce. Dopo l'asse Piazza della Repubblica-Centrale, sarà la volta di viale Monza e via Padova. I lavori partiranno in primavera. Perché non subito? Perché — spiega la Moratti — «il progetto, a causa di un tratto di viale Monza che passa vicino al Naviglio Martesana soggetto a vincoli ambientali, dovrà passare al vaglio della commissione edilizia e della Sovrintendenza ai Beni ambientali».
In attesa del completamento del nuovo Piano di illuminazione, Milano è al buio. Ad ammetterlo è lo stesso Comune. Anche se la Moratti precisa: «La città ora può godere di 127 mila punti luce, che equivalgono a otto punti luce ogni cento metri ed è molto più illuminata di Roma, che ha solo tre punti luce ogni cento metri». Eppure, confronti con la Capitale a parte, Milano proprio illuminatissima non è. Urge una svolta. Ed ecco il nuovo Piano. Che si fonda su quattro punti. Ad illustrarli è il sindaco: «Siamo partiti consultando cittadini, Consigli di zona e Polizia locale per avere indicazioni e suggerimenti sulle vie che necessitano di una maggior illuminazione». Non basta. «Per rendere più sicure le strade si è deciso di utilizzare luci bianche al posto di quelle gialle». Ancora: «La nuova illuminazione riguarderà interi quartieri e non singole vie». Ultimo punto: «L'illuminazione, da stradale, diventerà pubblica: le luci non saranno puntate solo sulle strade per motivi di viabilità, ma anche su marciapiedi e spazi verdi».
Dalla teoria alla pratica. La Moratti e Simini, in Piazza della Repubblica, danno il via e le nuove illuminazioni (252 punti luci rispetto ai cento di prima) forniscono un effetto ottico sorprendente: l'intensita della luce è più che raddoppiata. Merito delle luci sui pali di ferro zincato lungo le strade («i vecchi pali verdi spariranno», annuncia Simini) e dei nuovi lampioncini messi nelle aree verdi di Piazza della Repubblica. Simini, poi, fa notare che sui nuovi pali della luce «saranno collocati anche le targhe illuminate con i nomi delle vie. È una richiesta che ci è arrivata da molti cittadini». C'è anche una sorpresa finale. Il sindaco e l'assessore si fermano quasi in mezzo alla piazza. Parte l'ordine: «Spegnete le nuove illuminazioni». E buio fu. Ma solo per qualche minuto.

 
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